I Bronzi di Riace a Trier
Treviri [ENA] I Bronzi di Riace a Trier: una giornata di studio tra archeologia, scienza e didattica Il simposio italo-tedesco dell’Universität Trier ha affrontato le celebri statue da prospettive diverse, dalla ricerca archeometallurgica alla loro ricezione nella cultura contemporanea.
TRIER, 23 ottobre 2026 – Una giornata di confronto interdisciplinare dedicata ai Bronzi di Riace, per guardare oltre il loro valore iconico e approfondirne la storia, la materia e i modi in cui possono essere raccontati al pubblico. Venerdì 23 ottobre, negli spazi del Centro Studi sull’Italia dell’Universität Trier, si è svolto il simposio italo-tedesco di antichistica “I Bronzi di Riace: nuove prospettive tra mito e realtà”, che ha messo in dialogo archeologia, filologia classica, archeometallurgia e didattica.
La giornata si è aperta con i saluti del professor Benjamin Weyers, vicepresidente per la ricerca dell’Universität Trier, del professor Torsten Mattern, responsabile del settore di Archeologia, e della Prof.ssa Mara Borelli, direttrice dell’Italienzentrum dell’ateneo. Relatori provenienti da diverse università e istituzioni hanno portato al simposio competenze e prospettive differenti, contribuendo a un confronto che ha intrecciato ricerca, divulgazione e formazione. La prima parte del programma ha proposto una lettura dei Bronzi nel più ampio contesto della cultura e del pensiero antico. Il professor Diego De Brasi, dell’Universität Trier, ha affrontato il tema di Platone e dell’ideale della kalokagathia.
A seguire, il dottor Davide Bagnardi, dell’Università per Stranieri di Perugia, ha dedicato il proprio intervento ai Bronzi di Riace, mettendo in relazione l’antichità delle statue con la loro fortuna nell’immaginario moderno e nella cultura popolare. Le immagini proiettate durante la relazione hanno accompagnato il pubblico in questo percorso, accostando riferimenti classici, documenti visivi e rappresentazioni contemporanee. Un diverso versante della ricerca è stato al centro dell’intervento del professor Wolf-Rüdiger Teegen, dell’Università di Monaco, dedicato ad archeometallurgia e malattie.
Attraverso immagini dei reperti, delle fasi di lavorazione e dei processi di fusione, la relazione ha illustrato come lo studio dei metalli possa contribuire alla conoscenza delle tecniche antiche e delle condizioni di lavoro degli artigiani. Tra i materiali presentati figuravano riferimenti alla composizione delle leghe, ai metodi di lavorazione e ai possibili rischi per la salute associati alle attività metallurgiche. In mattinata i partecipanti hanno inoltre visitato la collezione archeologica dell’Università, veramente straordinaria e curata bene.
Il programma è proseguito nel pomeriggio con “Il racconto dei Bronzi di Riace”, affidato al professor Daniele Castrizio dell’Università di Messina e al dottor Saverio Autellitano, fotografo 3D dei Bronzi, invitati dal Centro Studi sull`Italiano dellla Università di Treviri, con a capo la Prof.ssa Mara Borelli, che ha,con magistrale competenza, organizzato il simposio. La sessione ha offerto l’occasione di avvicinarsi alle statue attraverso la narrazione storico-archeologica e la documentazione visiva, mostrando come l’osservazione e le tecniche di riproduzione tridimensionale possano arricchire lo studio e la divulgazione del patrimonio.
La giornata si è conclusa con un laboratorio dedicato alla didattica dei Bronzi nelle lezioni di italiano, rivolto ai livelli B1/B2 e C1/C2. La professoressa Cristina Belloni, la prof.ssa Dr. Mara Borelli e la professoressa Maria Cavallo hanno presentato il potenziale del patrimonio archeologico come strumento per l’insegnamento linguistico, unendo apprendimento dell’italiano, conoscenza della cultura e lettura delle fonti e delle immagini. Tra i presenti anche Silvestro Parise, Consultore della Regione Calabria in Germania e presidente dell’associazione Kalabria Italiae Mundi e.V. La sua partecipazione ha contribuito a mantenere vivo un collegamento tra il Centro Studi sull`Italia e la Calabria in Europa.
Parise ha svolto un ruolo di raccordo e ha coordinato il catering con prodotti calabresi proposto durante la pausa pranzo, e ringrazia il Centro Studi sull`Italia per la possibilità data e all`apertura verso la Calabria e le sue molte facce ancora poco conosciute. Il momento conviviale è stato realizzato dal maestro pizzaiolo e chef Francesco Morrone, rinomato pizzaiolo calabrese del ristorante-pizzeria Rizelli in Lussemburgo, con prodotti donati dalla Bottega “La Calabrisella” di Lettieri Silvia di Cirò Marina. Ad accompagnarlo, una selezione di vini calabresi, di altissima qualità con etichette della starordinaria ed eccellente Cantina Calabrese di Cirò Marina Tenuta Iuzzolini.
Il simposio è stato promosso nell’ambito delle attività dell’Italienzentrum dell’Universität Trier con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccarda, del Freundeskreis der Klassischen Archäologie an der Universität Trier e.V. e dell’Ascoli-Piceno-Trier Gesellschaft e.V. “A tutti gli appassionati dei Bronzi di Riace e a quanti, in ogni parte del mondo, custodiscono un legame con la Calabria, l’invito è a continuare a conoscere, raccontare e condividere un patrimonio che dalla nostra terra parla al mondo intero.”




















































