Scalinata della Trinità dei Monti
Roma [ENA] Già nella metà del 1500, si rifletteva a come ovviare a quel dislivello, naturale, che esisteva tra le pendici del Pincio, dove si erge la chiesa della SS. Trinità, e la sottostante Piazza di Spagna. A tal proposito, la Camera Apostolica pensò di prendere possesso del terreno sottostante la chiesa,
con l'idea di fare una scalinata che per desiderio di papa Gregorio XIII (1572-1585) somigliasse a quella della Basilica di Santa Maria in Aracoeli. Dopo diversi anni e molteplici abbozzi di diversi e ammirevoli architetti, tra cui si parla anche dei servizi offerti dalla bottega di Gian Lorenzo Bernini, determinante per il fatto che avanzò l'idea dell’andamento concavo e convesso delle pareti e le rampe a tenaglia, che fu poi portata nella progettazione successiva. I lavori, però ebbero una battuta d'arresto, per una controversia tra lo Stato della Chiesa e la corona di Francia, sulla proprietà dell’area. Dopo diversi anni, tali e tanti intoppi, finalmente nel 1717, Clemente XI, bandì il primo concorso per i progetti e la realizzazione.
La diatriba fra Chiesa e la corona di Francia, ne ritardarono nuovamente l'avvio dei lavori, che iniziarono solamente e finalmente nel periodo del papato di Innocenzo XIII, per poi essere terminati nel 1726, solo sotto il pontificio di Benedetto XIII. Realizzata, infine, quindi tra il 1723 e il 1726 su progetto dell’architetto romano Francesco De Sanctis (1693-1740). Da allora la scalinata, rappresenta la splendida coreografia architettonica che unisce il Pincio, da SS. Trinità, a Piazza di Spagna. La scalinata ha avuto già due importanti restauri, uno nel 1995 e l'altro, più recentemente, dal 2015 al 2016.




















































